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Che tempo fa a Skopje
Che tempo fa a Palermo

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Un burek di trenta chili (fatto da cuochi bulgari con 30 kg di farina, 10 litri di olio di girasole, 5 kg di margarina, 80 uova e 13 kg di formaggio), una dotta trattazione sulle origini di questa imprescindibile vivanda e pure una piccolo pensiero per me e Biljana!
Sul blog di Fatos.
After the official U.S. recognition of Macedonia under its costitutional name, there is a lot to do for "defyromizing" american websites and organisations which are still calling it "Fyrom" (Former Yugoslavian Republic of Macedonia).
Well, the team of Reality Macedonia proposed its community to ask Yahoo for using the right costitutional name, putting forward at least three reasons:
1. Common sense - the inhabitants of the country do not use
the "former" part at all, consider it insulting and have the
basic human right to own identity without it.
2. Regional perspective – no other former Yugoslav Republic is
designated as such by Yahoo (Croatia, Bosnia and Herzegovina,
Slovenia)
3. Diplomatic reality – US government does not use the
"FYRO" designation, and Yahoo is an US company.
Let's hope that Yahoo will refer to Macedonia in the proper way, listening to the rightful queries of Macedonian citizens.
From Croatia, thanks to Bosny.
La moschea di Ali Pasha a Sarajevo, fotografata stasera da Seesaw.
Siccome il manifesto dello Skopje Film Festival ci piace troppo, ne abbiamo fatto una versione Wallpaper 1024*768.
Clicca qui per scaricarla.
Since we liked the Skopje film festival manifesto so much, we decided to make a wallpaper of it (1024*768).
Click here to download it.
Download the pictures (640*480) and watch the 2 videos of the candidate major of Skopje :-)
Review: the logo is very well made, it focuses on the old bridge as the best known symbol of the city and to an olive branch as a symbol of peace. The olive branch becomes the bridge itself in the logo, meaning that the only way to recover the identity of the city is through peace.
Moreoever, the olive branch become this way a tool to connect. As the Skopje bridge is linking the two sides of the city, the olive branch, that is peace, is the only way to link ethnic communities. The logo, then, melts, strenghtening them eachother, two important values, identity and peace, which can easily be turn into recognizable political issues. I guess it's doing its work.
I can't say the say about the "corporate" image as it is declined in the site and in the pics. You can see that the photomontage of the poster is made with poor ability, simply superimposing a potrait with the bridge scenario, just achieveing, this way, the result of looking funny (this is why it actually is on burekeaters).
Ciao Trifun and good luck for the second part of your electoral campaign!
Capita che uno nel tempo libero scriva il suo blog e che, senza saperlo, si ritrovi fra le pagine di un giornale lontano, scritto in un alfabeto sconosciuto: magari tutto ciò serve a qualcosa.
L'altro ieri Burekeaters è stato recensito da Vreme, uno dei quotidiani più letti ed autorevoli dei balcani e questo, oltre che farci piacere, ci fa anche riflettere sulla potenza di Internet e, in particolare, del blog, il mezzo che io e Biljana utilizziamo.
Scrivi un blog a Palermo (e a Skopje) e scopri che la tua scrittura, come il battito d'ali della farfalla che genera l'uragano in Giappone, serve in Macedonia, che il nostro esperimento di condivisione e di leggerezza riceve in cambio la gratitudine dei lettori di un altro paese per l'inclusione, per l'attenzione verso di loro, semplicemente per il fatto di "parlare bene" della loro terra, della loro cultura e della loro ricchezza fuori dalla guerra e per discutere insieme.
Magari con un blog è più facile che nella dura vita quotidiana, magari, però, il fatto che pian piano si stia costruendo una discussione con i balcani (sia a livello internazionale che italiano) è un segno che si può uscire dall'isolamento: discutere, confrontarsi, includendo i punti di vista e criticandoli in libertà.
Una cosa mi premeva dire a questo proposito: vi ricordate il messaggio di San Valentino che ho lasciato qualche tempo fa su queste pagine? Beh, trovare una foto balcanica sul tema è stato impossibile. Cercando "love" e "Balkans" su Google, nessuna fotografia "romantica", nessuna cartolina, solo qualche iconcina, qualche palazzo sventrato, e una vignetta in cui i due personaggi si abbracciano infilzandosi reciprocamente alle spalle l'uno la luna islamica e l'altro la croce cristiana. Ho dovuto rinunciare a trovare uno scenario balcanico per gli auguri di San Valentino, ripegando sui "viaggiatori" e questo mi ha messo un po' di tristezza (e forse mi ha fatto anche sentire un po' inadeguato e fuori contesto).
Ecco, proprio a margine dell'emozione di aver scoperto così importanti avventori in quella che rimane una piccola e sgarrupata burekzilnica, ci piace pensare che il prossimo sanvalentino su Google qualcosa in più si possa trovare, che, anche grazie al lavoro quotidiano di burekeaters (che è una goccia nel mare, ma che non demorde e che ha trovato tanti amici ed alleati in giro per il mondo), sempre più contenuti, storie e discussioni possano circolare sui balcani e soprattutto sempre più spesso si possa assistere ad un salutare dialogo e scambio di opinioni con i nostri concittadini oltreadriatico.
Aspettiamo Biljana che fra poco posterà la traduzione dell'articolo e ringraziamo Mo per averci avvertito della pubblicazione!
In Belgrade, the burek brigada is rising!
Si conclude il 20 Marzo l'ottava edizione di Skopje Film Festival, manifestazione nata in sordina che, con il tempo e nonostante la concorrenza del ben più imponente festival di Sarajevo, è riuscita a diventare un punto di riferimento per gli appassionati ed il pubblico del sud dei Balcani.
Quest'anno succulenta la lista dei film: si va da "la vita è un miracolo" di Kusturica a Zang Yimou, da Mike Leigh a Micheal Winterbottom fino al Farahneith 9/11 di Micheal Moore ed a Ken loach ed al suo "Ae fond kiss" il cui titolo già ci riporta alla memoria le affascinanti poesie di Robert Burns.
Piatto forte della maratona, prevedibilmente, la sezione "balcanica" con il nuovo film di Pjer Zalica (il regista dello splendido "Gori Vatra", in Italia tristemente noto come "Benvenuto, Mr. presidente") e una panoramica a 360° delle ultime produzioni locali. Molto interessanti anche le sezioni italiana con, fra gli altri, Gianni Amelio, "La meglio gioventù" e l'immancabile documentario su Che Guevara ad opera di Gianni Minà, quella per bambini, e sul cinema del nord Europa.
Successo per l'incontro del grande regista inglese Peter Greenaway con il pubblico macedone, che ha aperto il festival.
Ci piace anche l'identità visiva della manifestazione, con i suoi pop (in tutti sensi) corn colorati che aspettano solo di essere sgranocchiati di fronte al grande schermo.
...grazie al Macedonian Club e al Makblog di Biljana Belamarić-Wilsey!
Dopo tanti anni ed alterne vicende ritorna la celebre scritta sul monte Sabotino.
[Via Mirumir e Samizdat]
I nostri nuovi amici americani, nel frattempo, sono diventati famosi ed hanno pure trovato il tempo per rinnovare la grafica del loro blog!
Dieci anni dopo la guerra, Blood and Honey, semplice ed emozionante, per accogliere il tribunale nazionale bosniaco che si occuperà dei crimini commessi in quegli anni terribili, insieme al TPI.
Potrete ritrovare le parole, le suggestioni, il sangue ed il miele, le passioni dei singoli e la Storia che si uniscono nelle splendide foto di Ron Haviv.
[Grazie a Seesaw]
Una pesante censura governativa sull'unica televisione satellitare non governativa macedone, ce lo racconta Sivola.
Che a noi ci piace u jazz questo lo sapete. Ecco, il jazz balcanico è davvero interessante, nella misura in cui media, imbastardisce, contamina il genere stesso rinnovandolo di storie e suoni di confine. Diciamo pure che il jazz, nei balcani, sembra arrivare laddove anche la gente non riesce. Forse proprio per il suo distacco, per la sua cerebralità trova la sua soluzione di convivenza e delizia le nostre orecchie (in realtà, però, è anche divertente leggere del lato "mondano", di indicatore di status che il jazz, per esempio nel caso del Jazz Festival di Skopje, ha assunto recentemente nei Balcani, per la nuova borgesia desiderosa di integrazione...)
Abbiamo scritto qualche tempo fa di Bojan Zulfikarpasic che ci piace tanto ed oggi, di buon umore perché ci hanno riattaccato l'adsl, aggiungiamo altri due artisti alla lista.
Per primo, vi proponiamo Dusko Goykovich, anziano trombettista bosniaco che partito "suonando il dixieland nelle ambasciate" si è imposto in Germania e alla scuola di Berklee (che sarebbe la scuola che tutti i jazzisti vorrebbero frequentare e dove si sono formati moltissimi fra i grandi), diventando una specie di leggenda vivente ed alfiere del mood balcanico nel jazz, dopo aver suonato con tutti i grandi (da Miles Davis a Dizzy Gillespie a Gerry Mulligan, e Sonny Rollins).
Ecco, Dusko suonerà con il suo ottetto a Palermo al ridotto del Brass, Venerdì 18 Marzo e non ce lo vogliamo perdere.
Per chi volesse, qui, qui e qui, alcuni mp3 tratti dai suoi album (al proposito diciamo pure che Dusko è anche l'autore di Nights in Skopje e per questo ci piace ancora di più!).
L'altro personaggio sacro che vogliamo presentarvi è Ilija Pejovski, macedone ed anche lui rappresentante di riguardo del jazz balcanico. Ilja è direttore d'orchestra ed arrangiatore ed ha appena pubblicato un buon manuale di armonia pubblicato negli Usa.
Anche di Ilja vi segnaliamo alcuni mp3 (più noiosi ed istituzionali di quelli di Dusko ma tant'è!).
Non ci resto che augurarvi buon ascolto e darvi appuntamento al prossimo jazz resume.